Share Festival

INVISIBILIA ha collaborato intensamente nel corso degli anni con Share Festival - Piattaforma transdisciplinare dedicata all’arte e alla creatività della cultura contemporanea, in particolare con il progetto M.A.P. Multimedia and Audiences Profiling, generatore di mappe concettuali web-based per la documentazione audiovisiva di eventi .

INVISIBILIA ha recuperato e/o coprodotto un certo numero di video non più consultabili su altri siti: come ad esempio questo video tratto da Elettriche Visioni , un programma eccentrico, visionario, eccessivo, senza fissa dimora e senza date precise, curato per la TV Universitaria Extracampus da Alessandro Amaducci, videoartista e docente presso il DAMS di Torino, sulle contaminazioni fra il mondo delle immagini in movimento e le nuove tecnologie. Presentato da Francesca Graglia, folletto impazzito dell′etere digitale, il video ci accompagna fra le installazioni interattive presentate a Share Festival nel 2009.

Inoltre qui di seguito una serie di interviste e video, non reperibili altrove, che documentano le opere vincitrici e selezionate nelle edizioni 2008 e 2007 di Share Festival:

Cristine Sugrue (USA), Delicate Boundaries, 2008 Winner (2 video)
Le tecnologie digitali si integrano sempre più nella vita di tutti i giorni e il confine fra virtuale e reale è sempre più sottile. Questa installazione immagina uno spazio in cui ciò che accade all’interno dei nostri dispositivi digitali ha la capacità di entrare nel mondo fisico. Piccoli insetti fatti di luce si spingono dallo schermo verso gli spettatori, stabilendo un contatto, mentre i due sistemi - umano e digitale - cercano di capirsi.

Emanuel Andel (AT), Hand.Knife.Chop.Bot, 2008 Honorary Mention (2 video)
Emanuel Andel ha creato un’installazione “terrificante” che gioca con i sensi e le percezioni dell’utente, i sensori e i processi della macchina. Il robot è fornito di una lama che la macchina usa nel noto “gioco del coltello”. L’utente mette la sua mano nella macchina e inizia il gioco: la lama si avvia a colpire lo spazio fra le dita, prima lentamente e poi sempre più velocemente.

Gruppo D3D (IT), Virtual Identity Process, 2008
Gli spettatori interagiscono con la superficie di un tavolo sensibile dando vita a un hyperbody composto da un flusso dinamico di suoni e particelle che prende movimento a seconda dell’interazione dell’utente: dopo qualche secondo, gli spettatori prendono coscienza del mezzo lasciandosi andare in un “gioco” simile ad una composizione coreografica e musicale.

Yamada Kentaro (JP), Tampopo, 2008
“Tampopo” in giapponese significa “dente di leone”, soffione. L’installazione video permette di interagire con lo schermo ‘soffiando’ giganti denti di leone, piccola azione dal significato universale di esprimere un desiderio, una piccola azione con un evidente richiamo ad emozioni e ricordi dell’infanzia.

Owl Project(UK), Sound Lathe, 2008 (2 video)
Un laboratorio di falegnameria che trasforma i suoni del lavoro del legno, tagliare, segare, montare in veri e propri piccoli oggetti attraverso un “tornio sonoro”. Questa macchina registra i dati audio, li mescola con la polvere, la segatura, i suoni e i rumori della falegnameria producendo un oggetto unico, irripetibile, spesso imperfetto, che diventa così memoria materiale del processo di costruzione.

Scenocosme (FR), SphèrAléas, 2008
Un igloo, uno spazio immersivo progettato per interazioni musicali e visive in tempo reale, una struttura semisferica utilizzata come schermo per grandi proiezioni: all’interno della cupola il pubblico, seduto o disteso, può dedicarsi alla manipolazione tattile dei sensori oppure può semplicemente sognare.

Cristophe Bruno (FR), Human Browser, 2007 Winner (2 video)
Human Browser è una serie di performance Wi-Fi in cui l’interfaccia tecnologica usuale è sostituita con la più vecchia interfaccia che conosciamo: l’essere umano. Grazie a una serie di cuffie, un attore ascolta un testo comunicato a voce che viene direttamente da Internet in tempo reale, e lo ripete come lo sente: le parole chiave del testo sono usate come stringhe di ricerca in Google in modo da collegare il contenuto del flusso testuale con il contesto.

Nils Völker (DE), Amazon Noir, 2007 Honorary Mention
I cattivi ragazzi (la crew Amazon-Noir: Cirio, Lizvlx, Ludovico, Bernhard) sottraggono i libri protetti dal diritto d’autore da Amazon.com usando una tecnologia-robot-perversa codificata da Paolo Cirio. L’opera vuole stimolare la riflessione riguardo alla questione del diritto d’autore, dell’hacking e di internet come libero terreno, sempre più monopolizzato dalle grandi corporation.

Alexis Rondeau (DE), Semapedia, 2007
L’obiettivo è di collegare il mondo virtuale con quello fisico, linkando uno specifico spazio fisico con le informazioni disponibili su Wikipedia. Semapedia permette a chiunque, con spirito collaborativo, di linkare fisicamente il mondo che ci circonda, distribuendo e applicando i Tag-Semapedia che sono veri e propri link fisici basati su codici a barre, leggibili dai telefoni cellulari.

Gregory Shakar(USA), The Analog Color Field Computer, 2007 (3 video)
Installazione audio-visiva interattiva composta da 5 computer-scultura che producono impulsi di colori e suoni, trasportando una sinfonia composta da una struttura sonora e da campioni luminescenti che diffondono luce nello spazio della mostra. Ogni Analog Color Field Computer possiede i comandi che il pubblico può usare per registrare tonalità, passi e ritmi dell’installazione.

5Voltcore (USA), Shockbot Corejulio , 2007
Macchina che genera informazioni estetiche sotto forma audio e visiva partendo da una disfunzione pre-programmata. Shockbot Corejulio è costituito da un software che controlla un braccio meccanico (shockbot), il quale danneggia progressivamente la scheda madre del computer, generando segnali audiovideo sempre diversi: il software che distrugge l'hardware.

Gruppo MOP (POL), Mikro Orchestra Project, 2007 (2 video)
Il progetto Mikro Orchestra è un progetto audiovisivo sperimentale, basato sull’uso della sezione comandi del Game Boy come strumento musicale. Il presupposto principale degli autori del progetto, attivi dal 2001, è di generare un nuovo spazio sonoro sulla base dei toni della sezione comandi del Game Boy.